imagesIn un interessantissimo articolo di qualche anno fa veniva stilato un decalogo per i video virali di successo, spiegando molto dettagliatamente le strategie per raggiungere il traguardo delle 100.000 visite su Youtube.
Estendendo le raccomandazioni alla creazione e diffusione di qualsiasi video virale, abbiamo elaborato il nostro decalogo.

Il primo mito da sfatare riguarda il contenuto: non basta che sia intrigante e di grande appeal per fare del nostro video un successo virale.

Si può dire che il contenuto è la base di partenza, ma, una volta realizzato ad hoc, il video deve essere distribuito e taggato nel modo giusto per poter produrre tante condivisioni e quindi tante visualizzazioni.
Passando al decalogo, i primi consigli sono relativi al making del video:

  • la prima regola ovviamente riguarda il contenuto: deve essere qualcosa di molto accattivante e che invogli le persone a condividerlo con altri. Per questo gli argomenti più strategici sono quelli divertenti, quelli misteriosi (es. ufo), e, se proprio non abbiamo idee, quelli che hanno a che fare con il sesso.
  • ancora sul contenuto: non deve essere in alcuno modo pubblicitario e deve avere il minimo di riferiementi possibili alla marca/prodotto che rappresenta.
  • riguardo alla durata si raccomanda una lunghezza ottimale di 15-30 secondi. Perentoriamente non più di 2 minuti.
  • rispetto al titolo: deve essere il più accattivante possibile, anche se dovesse avere pochi riferimenti con il contenuto vero e proprio.
  • inoltre è necessario lavorare sul thumbnail. Youtube offre la possibilità di scegliere tra 3 thumbnail creati da altrettanti frames: sarà utile sapere che uno di questi è sempre preso dal fotogramma centrale del video. In tal modo si potrà lavorare su qualcosa di certo ed ottenere un buon thumbnail, pertinente ed invitante.

Una volta realizzato il video le strategie andranno in direzione della massimizzazione delle visite. Pubblicare il video su Youtube non basta, l’obiettivo deve essere quello di avere più punti distribuiti nella rete da cui sia possibile visualizzarlo. Queste le best practices:

  • pubblicare il video su Facebook è senza dubbio una buona strategia per la sua diffusione.
  • chiedere ai gestori di blog a tema se sono disposti a pubblicare un post per presentarlo. Questa opzione può essere valutata anche a pagamento.
  • aprire un thread su forum tematici che offrano la possibilità di inserire nel testo l’incorporazione dei video.
  • sfruttare la possibilità che offrono alcuni utenti di Myspace di inserire video di Youtube nei box dei commenti
  • inviarlo tramite email a liste di distribuzione.

Una volta pubblicato il video con i dovuti accorgimenti passiamo alla fase B: creiamo interesse.
Dobbiamo rendere appetibile la zona dei commenti, per fare questo possiamo tranquillamente “aiutarli” a crescere lanciando qualche provocazione e alimentandoli attraverso la nostra rete di amicizie. Chiediamo a tutti i nostri amici di esprimere la loro opinione sul video, perlomeno nella fase di “innesco” della conversazione.
Per creare interesse anche la strategia dei video correlati porta dei buoni risultati.
Youtube posiziona accanto ad ogni video in riproduzione una decina di video che ritiene “correlati”, ovvero di argomenti affini. Utenti a caccia di un determinato argomento sono molto motivati a cliccare sui video correlati: essere tra i video correlati è un buon modo per aumentare le visualizzazioni.

Per indicare a Youtube quali sono i video accanto ai quali vogliamo apparire ci sono diverse strategie: l’uso dei tag è un buon mezzo, tuttavia il fattore determinante è lo ’stile’ dell’account con cui è stato pubblicato il video. Per determinare lo “stile” di un account Youtube monitora l’attività che svolge: votazioni di video preferiti, creazione di playlist, scrittura di commenti, amici… Per questo motivo sarà molto utile che l’account con cui pubblichiamo il video abbia un’intensa attività di ricerca attorno a video dello stessa tipologia, oltre ad avere varie playlists sui generis, a taggare tra i “preferiti” video simili etc.
In conclusione, come per la maggior parte delle attività orientate al Social Marketing, e in generale al Web Merketing, anche la riuscita della viralizzazione di un video dipende da quanto saremo in grado di mimare la costruzione di reti sociali che normalmente avviene in molto tempo di attività.
Non basta fare bei video, è necessaria molta inventiva, un pò di fortuna e tanto, tanto lavoro.
Simona Adriani @weesh.it