il Blog
6 lug
Da quando i social media sono diventati la strategia pubblicitaria più efficace ed economica per promuovere la propria attività, si sono moltiplicati in rete gli stratagemmi e le operazioni di social marketing.
Queste operazioni prevedono, tra l’altro, tutte quelle semplici azioni legate alla spontanea condivisione della conoscenza proprie di internet e ravvisabili nei forum, nei blog, nei gruppi di Facebook…
Scrivere un thread in un forum, commentare un post di un blog, pubblicare una nota su Facebook, sono tra le azioni che più comunemente persone di tutto il mondo fanno quotidianamente.
Ma quanti sanno che queste operazioni semplici e spontanee hanno un enorme riscontro e ritorno economico per brand e prodotti?
Se io commento positivamente in un forum di libri l’ultimo romanzo del mio autore preferito, per me è solo un gioioso atto con cui sto condividendo il mio entusiasmo. Ma per l’autore, e per la casa editrice, quella è una bella pubblicità gratuita e molto più preziosa di una recensione ufficiale, perché spontanea, e per questo molto, ma molto, più credibile.
Per questo motivo sono nate delle strategie, in seno al web marketing, volte a mimare la produzione spontanea di questo tipo di contenuti, assoldando persone pagate per esprimere il loro entusiastico parere - solo apparentemente spontaneo - su blog, forum e portali a tema.
Inganno nell’inganno.
Ormai ci eravamo quasi abituati a considerare la pubblicità come ingannevole, e avevamo gridato alla rivoluzione del settore, che sarebbe diventato più veritiero grazie alla presenza di commenti spontanei e all’uso degli stessi da parte delle strategie di marketing.
Si perché una buona strategia di web marketing dovrebbe solo mirare ad usare ed amplificare un fenomeno di per sé già esistente, come quello dei commenti e delle recensioni spontanee. O al massimo provocarlo, mediante la creazione di gruppi, contest o altro che inducano una catena di commenti. Il tutto condito dalla buona pratica di prendere atto di quelli negativi per porre rimedio a problematiche o falle nel prodotto che si sta reclamizzando.
Anche questa utopia è saltata, e ci troviamo a dover contrastare il fenomeno delle recensioni pilotate.
L’iniziativa più interessante in questo senso viene dal settore turistico, in cui pare che la pratica delle recensioni false sia molto diffusa, soprattutto in portali come Tripadvisor, dove milioni e milioni di utenti usano le recensioni dei clienti per scegliere l’albergo dove dormire.
Il fenomeno è talmente preoccupante che i gestori del portale hanno preso i loro provvedimenti: è stato istituito un “bollino rosso” con cui la scheda di un hotel, una volta ritenuto a giusta ragione oggetto di recensioni “pilotate”, viene marchiata per avvisare il lettore che quello che legge potrebbe non essere spontaneo.
Immaginiamo i ritorni deleteri di una tale bollatura per un hotel, dal momento che oggi, nel marketing turistico, Tripadvisor è considerato il più importante strumento di web marketing.
Speriamo che attraverso queste precauzioni vadano esaurendosi le pratiche scorrette, e che l’idea di essere “bollati” sia un sufficiente detrattore.
Tuttavia le politiche per l’incentivazione delle recensioni non sono proibite!
Quindi non c’è nulle di male a invitare, tramite email piuttosto che attraverso un remainder cartaceo, i vostri clienti a votarvi o a scrivere una recensione per voi.
L’importante è che non promettiate in cambio sconti al prossimo pernottamento.
Simona Adriani@weesh.it
2 Responses for "Le false recensioni: comportamento scorretto e penalizzante. Soprattutto per gli alberghi"
[...] Soprattutto su un portale come Trip Advisor, che è attentissimo alla veridicità delle segnalazioni e prevede pene molto severe per avventori sorpresi nel tentativo di pubblicare recensioni false o pilotate. (vedi http://www.weesh.it/blog/) [...]
[...] Soprattutto su un portale come Trip Advisor, che è attentissimo alla veridicità delle segnalazioni e prevede pene molto severe per avventori sorpresi nel tentativo di pubblicare recensioni false o pilotate. (vedi http://www.weesh.it/blog/) [...]
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