La stampa lo dice, la tv lo dice, il mondo lo dice: internet è una grossa opportunità. Forse l'unica per questo momento di mercato. Tutti sono d'accordo, tutti ne parlano, ma quando arriva il momento di decidere come investire il proprio denaro, il web finisce spesso all'ultimo posto. Forse sarà perché noi che "facciamo web" non ti diamo una scatola in cambio ?
Inutile negarlo, nella piccola e media impresa, non c'è la cultura del web.
Si fa il web perché lo si deve fare. Si decide di farlo, ma non si sa cosa dire. Spesso si ha solo la certezza del colore e della fotografia che si vuole avere in prima pagina. Si sa che si vuole "accedere" a quella milionata di utenti che sono in rete, ma si pensa che gli stessi vengano sul sito per grazia ricevuta.
In alcuni casi c'è un approccio più costruttivo. Si pensa a servizi mirabolanti – quelli che sostituiscono il lavoro di due persone – ma spesso la pretesa è di realizzarli con mille euro o giù di li.
Poi c'è sempre "l'amico di", "il cugino di", "quello che mi fa tutto con" ed altre mille situazioni che garantiscono risultati stupefacenti con l'equivalente di un sacchetto di patatine.
Poi però, scopri che le stesse persone spendono cifre importanti in carta stampata ed iniziative di dubbio valore.
No, non parlo dell'inferno. Né di un paese del terzo mondo.
Parlo del nostro quotidiano. Delle piccole e medie imprese.
E, che vogliate crederci o meno, di una buona parte delle imprese che contattiamo ogni giorno.
Eppure di storie di successo ne troviamo ogni giorno. Forse, e credo sia questo il problema, la colpa è un po' anche dei media: nel raccontare di un caso di successo si racconta sempre del garage e della cantina in cui è stato creato un prodotto, omettendo le ore di lavoro passate sul progetto, gli investimenti affrontati e i finanziamenti ricevuti (quelli renderebbero la storia meno romantica).
Siamo abituati al web visto come una schedina del superenalotto : punto due lire e raccolgo milioni. Ma quanti sono i giocatori milionari?
Dovremmo imparare a pensare al web non come strumento di ripiego a cui dedicare quattro soldi, bensì come opportunità, come strumento alternativo (o complementare) per raggiungere obiettivi prima impossibili, non necessariamente risparmiando, ma sicuramente dando un senso agli investimenti che affrontiamo ogni giorno per cercare di emergere in un mercato difficile.
Nei momenti di sconforto dico sempre che voglio rinascere idraulico. Le saldature si fanno sempre nello stesso modo. Ma poi, visto che sono un tipo curioso, penso che il web sia insostituibile. A chi pensa che il web faccia parte ancora de futuro, lascio qualche riga per riflettere...
Per comunicare, non ti serve più il francobollo.
Per parlare e vendere con il mondo, ti basta parlare la lingua giusta.
Puoi raccontare il tuo prodotto dall'altra parte dell'Italia, quella che prima non ti conosceva.
Quindi, a qualcosa, il web è servito.
Non hai la persona di fronte, quindi dovrai pensare un po' di più a cosa dire, a come dirlo e a come essere efficace.
Il web è una opportunità unica, la quale meriterebbe il tuo rispetto e la tua attenzione.
Meriterebbe anche parte dei tuoi investimenti. Perché è ad alto rendimento, è efficace ed è misurabile.
Puoi lasciare questa opportunità ad altri, ma potrebbe essere troppo tardi.
Anzi, non me ne volere, se ti dico che è già tardi.




