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11 mag
La diffusione sempre più capillare di internet nella nostra società sta mutando lo scenario degli investimenti pubblicitari, così come era stato previsto da diversi anni da tutti gli analisti e gli osservatori del mercato della comunicazione.
Questo avviene perchè le persone stanno costantemente incrementando il tempo passato davanti al computer a navigare in internet e diminuendo quello passato leggendo riviste e giornali o guardando la televisione.
Di conseguenza le vendite di copie stampate diminuiscono, l’audience dei programmi vacilla, e il ritorno degli investimenti pubblicitari tradizionali si corrode, mentre il ritorno degli investimenti in web marketing e social marketing, anche a causa del costo più contenuto di queste tipologie di campagne, aumenta.
Non è quindi solo una questione di qualità, come abbiamo spesso sottolineato in questo blog, ossia della trasformazione del “target” nel “network”, ma è anche, e soprattutto, una questione di numeri, tanto cari, giustamente, a chi investe in pubblicità.
Dall’intervista di Antonio Savarese begin_of_the_skype_highlighting end_of_the_skype_highlighting a Layla Pavone, managing director di Isobar, emerge proprio questa realtà dei fatti: le aziende che hanno saputo cavalcare l’ascesa dei Social Media su internet si trovano oggi con un know how e un’esperienza in più che li pone in vantaggio rispetto ai loro concorrenti meno “audaci”.
L’audacia in questo campo è fondamentale, sottolinea l’intervistata, solo chi osa attraversare i nuovi confini che la tecnologia puntualmente disegna, anche a costo di perdere qualche partita, può alla fine godere dei frutti che l’innovazione offre. Ma putroppo l’Italia non è il paese dell’innovazione, ed è interessante notare come l’autore dell’intervista sottolinei che “i social media stanno informatizzando il paese“. Come dire che ci voleva Facebook, la trasposizione in rete del ritrovo di quartiere, per far sì che gli italiani si rendessero conto che esisteva qualcosa di allettante nello spazio digitale.
Cosa ci vorrà invece perchè gli addetti al marketing e alla pubblicità delle PMI si decidano una volta per tutte a rinnovare i vecchi modelli di investimento pubblicitario (cartellonistica, pagine, spot) per aprire gli occhi su una realtà le cui potenzialità sono ancora tutte da sfruttare?
Lo abbiamo detto tante volte: chi prima arriva meglio alloggia.
Avanti allora, per ora, ancora c’è posto per tutti…
FONTE: datamanager.it
Simona Adriani @weesh.it
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