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Archive for the ‘Social Network’ Category

Compromettere la propria brand reputation in un post

logo nestlèIl caso della Nestlè che proprio in questi giorni riempie le pagine di blog e portali degli addetti ai lavori e degli appassionati di Social Marketing, ci offre lo spunto per approfondire il concetto di “gestione appopriata” dei Social Network.
Come già evidenziato in precedenti post la brand reputation è un fattore fondamentale per il web marketing, più della posizione raggiunta su Google o del numero di visite che si ricevono giornalmente.
Questo perchè, se è pur vero che qualcuno può trovarci in prima pagina per delle parole chiave da noi scelte, è ancora più vero che dal visitare il nostro sito allo scegliere i nostri servizi c’è di mezzo il mare di quella che viene chiamata “Brand reputation”.
Chi siamo? Chi parla di noi? Come ne parla? Cosa dice il tam tam della rete sui nostri servizi?

Nel caso di una piccola azienda si tratta più che altro di costruire la brand reputation.
Nel caso di una grande azienda questo assume proporzioni maggiori.
Per scendere nel dettglio del caso Nestlè, quello che è accaduto è conseguente alla decisone di impedire l’utilizzo del marchio Nestlè come avatar di profili personali. Questa decisione ha provocato delle prevedibili reazioni contrastanti, ed è proprio qui che, nella gestione della fan page su Facebook, qualcuno non ha saputo dare delle risposte molto diplomatiche, provocando, ovviamente, un ritorno di immagine non proprio favorevole.
Se è vero che l’adagio della “vecchia pubblicità” era “purchè se ne parli“, questo potrebbe non essere vero per questo nuovo tipo di marketing, dove il consenso, la condivisione spontanea e la partecipazione sono le vere regole del gioco.

Quindi attenzione a lanciarvi nel mare del Social Marketing senza una strategia precisa, e soprattutto, attenzione a cosa scrivete, come lo scrivete, da chi lo fate scrivere, perchè tutto quello che scrivete contribuirà a costruire la vostra reputazione on-line, che sempre di più coinciderà con la vostra reputazione in toto.

 

FONTE: www.vincos.it

 

Simona Adriani@weesh

facebook-vs-google1Accogliamo, traduciamo e condividiamo una notizia interessante pubblicata da uno degli osservatori più affidabili sul Marketing nei Motori di Ricerca, il Search Engine Journal.
Secondo questo articolo il trend di crescita di Facebook rispetto a Google è inarrestabile. Questo significa che in breve tempo Facebook sarà in assoluto lo strumento più usato per ricercare informazioni in internet.
E’ ovvio cosa questo comporti no?
La risposta è ciò che molti come noi stanno già dicendo quasi da un anno: quando si parla di posizionamento e di visibilità in internet non si può più solo parlare di motori di ricerca, e quindi di Google, ma si deve parlare prima di tutto di Social Network, Facebook in testa.
E ciò è valido per tutti i target, tutti gli argomenti, tutti i settori.
E’ facile pensare cosa questo significherà in termini di investimenti pubblicitari ma anche di elaborazione di strategie ad hoc e innovative per “fare community” sul Social Network più popolare del momento!
La sfida è aperta!

Facebook è stato il sito web più visitato negli Stati Uniti nell’ultima settimana, superando persino Google.. e non è la prima volta che questo accade.
Secondo Experian Hitwise, Facebook ha ricevuto il 7.07% di tutto il traffico in internet durante la settimana dal 7 al 13 Marzo 2010, mentre Google il 7,03%.
Questo grafico mostra le visite alle due home page – Facebook e Google – nell’ultimo anno. Quando questa cosa è accaduta per la prima volta durante le vacanze, abbiamo spiegato che il numero non includeva altre funzioni di Google come Google News.
Oltre ai numeri delle vacanze, Hitwise dice anche che Facebook ha sorpassato Google nell’ultimo weekend – il 6/7 Marzo -. Con Google che ha questo trand di traffico in continua crescita – una crescita del 185% nell’ultimo anno, rispetto a Google che è cresciuto di un 9% - sembra plausibile ipotizzare che questo sorpasso avverrà ancora e ancora..

FONTE: Search Engine Journal

Traduciamo e pubblichiamo un articolo del noto Blog americano di Brian Solis sul Social Media Marketing

social-media-2“Che tu sia un marchio, un editore, un designer, un fotografo, un artista o un regista, il social web è il tuo prossimo canale di distribuzione, oltre che il tuo mezzo per aggiudicarti il favore dei critici.
Sia che tu sia nel ramo della creazione, distribuzione, promozione o vendita, il Social Web è un mezzo incredibile che può creare un brand, portare visibilità, incrementare la domanda, e tutto senza promozione attiva. Basta lasciare che il mercato lavori da solo attraverso la pratica della condivisione dei contenuti, che aiuta a rendere i contenuti più visibili quando la gente cerca qualcosa.

 

Questo suona familiare no? Sembra essere lo stesso proposito di tutti i SEO, quello di ottimizzare un sito web, o un altro prodotto, affinché sia trovato più facilmente attraverso i motori di ricerca.

 

Tuttavia le tecniche per promuovere un contenuto attraverso i Social Media non sono le stesse usate per l’ottimizzazione sui motori di ricerca, ed è invece qui, su Facebook, su Twitter, su LinkedIn, su MySpace, su YouTube, che le persone stanno passando sempre più il loro tempo. E in questi “luoghi” le persone trovano contenuti interessanti e li condividono con i loro amici: così funziona la “pubblicità” sui Social Media.
Quindi oggi abbiamo un novo campo di specializzazione, il Social Media Optimization (SMO), ovvero l’ottimizzazione dei nostri contenuti sui Social Media al fine di renderli più visibili e appetibili. Secondo un recente studio di Nielsen, i siti come Wikipedia, i blog, e i social network sono nel 18% dei casi il posto dove partono le ricerche, e siamo solo all’inizio: secondo Nielsen “I Social Media diventeranno il canale preferenziale di tutte le ricerche”.
Al centro di ogni strategia di successo nei Social Networks ci sono i Social Objects (immagini, video su YouTtube, post sui blog, commenti, messaggi di stato su Facebook) e tutto quello che può rappresentare un motivo per iniziare una conversazione online. Quindi l’obiettivo dell’ottimizzazione dei Social Objects (SMO) è quello di spingerne la visibilità per raggiungere le persone che stanno cercando approfondimenti e informazioni riguardo a quell’argomento.
La Social Media Optimization è quindi definita dalla distribuzione dei Social Objects e dalla loro capacità di risultare al top di ogni ricerca fatta su un argomento correlato, ovunque essa sia fatta.
In pratica rispetto al SEO, che lavorava principalmente sui contenuti testuali di un sito, su quelli che abbiamo definito fattori esterni ed interni al sito, il SMO lavora in maniera più diffusa, utilizzando i Social Network più diffusi pubblicando su di essi contenuti specifici, una volta testo, una volta video, una volta immagini… e ogni volta con il giusto tono, relativo allo specifico Network.
Il vantaggio rispetto al normale posizionamento è che, se i social objects sono fatti bene, innescano una reazione a catena che aggiunge visibilità praticamente senza che noi facciamo altro, ma solo grazie alla condivisione, al tam tam nella rete”.

 

FONTE: http://www.briansolis.com

Il Social Marketing è la nuova frontiera del marketing su web: ma a che punto è il suo sviluppo in Italia?

social-mediaIl paragone tra il buddismo e il Social Media Marketing non è malvagio, sia per la popolarità, sia per l’incremento che i due fenomeni stanno avendo in maniera esponenziale.
Gli esperti dicono che con l’avvento dei Social Media Marketing è finita l’era della pubblicità, e soprattutto della pubblicità ingannevole. Ma cosa è e come funziona il Social Marketing?
Il ruolo dei social media è quello di farti diventare “autorevole” in una certa materia, in modo che i clienti si fidino di te e dei tuoi prodotti.
E’ un po’ come se il Social Media Marketing ingigantisse a dismisura il passaparola, allo stesso tempo targetizzando in maniera naturale il pubblico: ad esempio, se io accetto di fare parte di un gruppo di Facebook cui sono stato invitato da un amico, ne divento parte perché mi interessa e perché do fiducia al mio amico, che conosco e che condivide con me quel tipo di passione.
I costi sono decisamente più bassi rispetto a campagne stampa tradizionali, perché per l’azienda è sufficente creare gruppi interessanti, condividere informazioni interessanti poi il passaparola avviene tra pari in maniera “virale“, non c’è bisogno di altri interventi.

Dati entusiasmanti

I dati delle ricerche americane sono entusiasmanti, ROI (Ritorno dell’investimento) altissimi, incrementi di vendite e di fatturati, costi bassi.
Ma da noi come sta andando la faccenda?
Gli unici social media dove effettivamente c’è movimento attualmente in Italia sono Facebook e YouTube (che non è un vero e proprio social media): Twitter, LinkedIn, e tutti gli altri mostri sacri che in America fanno guadagnare miliardi da noi sono appena decollati.
Però, proprio come per la pratica del buddismo, la presenza su Social Media da parte di aziende è in costante aumento e, nella misura in cui fino a qualche anno fa si conosceva poco a proposito del Dalai Lama, mentre oggi i tour di monaci buddisti riempiono i centri culturali, c’è da aspettarsi che in 2/3 anni anche da noi i Social Media diventeranno la piazza che farà la differenza.
A buon intenditor, poche parole.
FONTE: www.weesh.it

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