il Blog
8 gen
Roma, gennaio 2010.
Mancano due anni alla fine del mondo.
E noi cosa facciamo?
Continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto: guardare al futuro con gli occhi incantati di un bambino, vedendo prospettive dove gli altri vedono incertezze, avendo la passione per l’innovazione e il pallino per la solidità del Know-How.
Far nascere Weesh è stata una dichiarazione di intenti: vogliamo sottolineare la nostra vocazione per il web, ma per il web fatto in un certo modo.
Il web a prima vista può essere scambiato per un semplice agglomerato di pagine; basta esserci.
Ma non è così, sul web BISOGNA esserci, ma dopo l’esserci, c’è bisogno di esserci bene.
Per esserci bene noi intendiamo:
La bellezza e lo stile di un sito sono importanti, perché per quanto si voglia, l’abito fa un po’ il monaco (web/graphic design). Ma dopo l’impatto a prima vista, per confermare l’impressione positiva, è necessario avere buoni argomenti, presentarsi come esperti del settore, dare peso a tutta la propria esperienza e sottolineare il proprio sapere nel campo (copy writing). Ma tutto questo ancora non basta se pochi hanno l’opportunità di ascoltarci: a cosa serve vestirsi bene ed avere una cultura se poi rimaniamo chiusi nella nostra stanza? Dobbiamo scendere in piazza: ecco il web marketing ed il posizionamento sui motori di ricerca.
Rimanendo nella metafora, una volta scesi in piazza dobbiamo stringere amicizie, farci conoscere e farci rispettare (i social network) e più lingue parleremo più saranno i pubblici che riusciremo a raggiungere (mobile).
E’ questo il nostro obiettivo: non fare web, ma fare web2.
Noi ci siamo, con il nostro debutto in società abbiamo voluto invitarvi ad unirvi al ballo dandovi un esempio in prima persona di cosa si può fare, ed ora invitiamo anche voi ad esserci.
E nel frattempo attendiamo insieme il 2012, perché se non dovesse accadere niente, staremo un pezzo avanti!
FONTE: weesh.it
29 dic
Cosa è la Brand Reputation?
La Brand Reputation in astratto è quanto siamo ritenuti importanti, affidabili e quanto siamo ben visti dal popolo della rete, dai navigatori. In parole povere, la Brand Reputation è formata principalmente dal numero di link che un sito riceve da siti che trattano argomenti correlati: Google considera esperto in un certo argomento un sito che viene segnalato da siti affini.
Per esempio, se i miei clienti parlano di me in forum dedicati al mio settore merceologico o di servizi, e lasciano un link al mio sito per invitare i loro amici a visitarlo, perchè si sono trovati bene, questa azione aumenta la mia Brand Reputation on line.
Al contrario Brand reputation può calare sensibilmente se i siti che ci segnalano non trattano il nostro stesso argomento, perchè questa azione potrebbe essere vista come spam, fino a calare irrimediabilmente se veniamo segnalati da un sito che con certezza fa spam.
La link popularity quindi è uno dei dati più pesanti nella definizione della Brand reputation. Ma i due termini non sono equivalenti perché per link popularity si intende semplicemente il numero di back link che si ricevono (siti che ci linkano) e non la qualità di essi.
Si può avere una link-popularity altissima, ma se i link provengono dai siti sbagliati, la Brand-Reputation può essere molto bassa.
L’Article Marketing in questo senso fornisce un valido aiuto all’aumento di entrambi i fattori, poiché da una parte semplicemente aumenta il numero di link che riceviamo da siti esterni, dall’altro, specie se l’articolo è scritto bene e viene citato da importanti siti di settore, ci fornisce link tematici e quindi molto ben reputati.
Tuttavia l’azione di Article Marketing per avere effetto deve essere costante nel tempo e di buona qualità, poiché solo quando si pubblicano diversi articoli su un determinato argomento si viene considerati esperti.
FONTE: www.weesh.it
23 dic
Nei primi anni di diffusione di internet l’inclusione nei database dei motori di ricerca avveniva in base ad un certo numero di parole chiave che gli autori stessi del sito sceglievano e inserivano in un’area nascosta del sito, visibile solo agli spider dei motori (i programmi che analizzano i siti web per indicizzarli).
Questo ha fatto si che inizialmente la partita del posizionamento si giocasse tutta sulla scelta delle parole-chiave, e questa immagine è rimasta fino ad oggi nell’immaginario degli utenti poco esperti.
Ma con il passare del tempo il peso delle parole chiave è andato sempre più diminuendo, anche a causa del cattivo uso che alcuni siti di spamming ne hanno fatto, includendo migliaia di parole-chiave per apparire nei risultati di qualsiasi ricerca venisse effettuata.
Oggi il peso delle parole-chiave nel posizionamento di un sito è quasi inesistente, si potrebbe quasi dire che sia nullo, anche se persino i SEO più esperti continuano a includerle perché fa parte delle consuetudini che fanno regola.
Oggi la partita si gioca sul campo dei contenuti. Contenuti ben progettati, ben scritti, interessanti e utili.
Le parole-chiave, in questo senso, sono utili come orientamento nello scrivere i testi: una volta selezionate le parole chiave per cui si vuole essere posizionati, i testi andranno scritti intorno a queste parole, mediante le regole di corrispondenza semantica che un bravo SEO deve conoscere.
E’ questo che permette ad un sito di essere primo nei motori di ricerca, anche perché un sito non si posiziona per parole-chiave singole, ma piuttosto per chiavi di ricerca, costituite da una combinazione quasi infinita di una serie di parole e dei loro sinonimi.
FONTE: www.weesh.it
4 dic
L’Article Marketing nella sua forma tradizionale è un sistema alternativo e/o complementare per pubblicizzare dei prodotti/servizi in internet e per rafforzare il posizionamento naturale di un sito.
Weesh ha introdotto l’evoluzione dell’Article Marketing, non più come strumento di appoggio alle strategie tradizionali di web marketing ma come strumento alternativo e a se stante per pubblicizzare l’azienda.
Produrre contenuti è forse ciò che risulta più difficile per aziende di piccole/medie dimensioni che non possono permettersi un ufficio stampa, ma diffondere informazioni è da sempre la strategia migliore per far circolare il proprio nome e aumentare la propria credibilità. Molto più che semplice pubblicità.
Nell’epoca del social networking, quando cioè internet si è trasformata da vetrina per presentare prodotti a piazza per condividere informazioni, la strategia vincente è quella di stabilire una relazione di scambio con i propri clienti, e proprio la pubblicazione di notizie aggiornate e pertinenti nel blog aziendale e nei canali pertinenti è lo strumento necessario per ottenere questo risultato.
Insomma con i servizi di article marketing proposti da Weesh è come avere un ufficio stampa a propria disposizione, con i vantaggi di un blog aziendale ed i ritorni di una campagna pubblicitaria.
FONTE: www.weesh.it