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Archive for maggio, 2010

imagesIn un interessantissimo articolo di qualche anno fa veniva stilato un decalogo per i video virali di successo, spiegando molto dettagliatamente le strategie per raggiungere il traguardo delle 100.000 visite su Youtube.
Estendendo le raccomandazioni alla creazione e diffusione di qualsiasi video virale, abbiamo elaborato il nostro decalogo.

Il primo mito da sfatare riguarda il contenuto: non basta che sia intrigante e di grande appeal per fare del nostro video un successo virale.

Si può dire che il contenuto è la base di partenza, ma, una volta realizzato ad hoc, il video deve essere distribuito e taggato nel modo giusto per poter produrre tante condivisioni e quindi tante visualizzazioni.
Passando al decalogo, i primi consigli sono relativi al making del video:

  • la prima regola ovviamente riguarda il contenuto: deve essere qualcosa di molto accattivante e che invogli le persone a condividerlo con altri. Per questo gli argomenti più strategici sono quelli divertenti, quelli misteriosi (es. ufo), e, se proprio non abbiamo idee, quelli che hanno a che fare con il sesso.
  • ancora sul contenuto: non deve essere in alcuno modo pubblicitario e deve avere il minimo di riferiementi possibili alla marca/prodotto che rappresenta.
  • riguardo alla durata si raccomanda una lunghezza ottimale di 15-30 secondi. Perentoriamente non più di 2 minuti.
  • rispetto al titolo: deve essere il più accattivante possibile, anche se dovesse avere pochi riferimenti con il contenuto vero e proprio.
  • inoltre è necessario lavorare sul thumbnail. Youtube offre la possibilità di scegliere tra 3 thumbnail creati da altrettanti frames: sarà utile sapere che uno di questi è sempre preso dal fotogramma centrale del video. In tal modo si potrà lavorare su qualcosa di certo ed ottenere un buon thumbnail, pertinente ed invitante.

Una volta realizzato il video le strategie andranno in direzione della massimizzazione delle visite. Pubblicare il video su Youtube non basta, l’obiettivo deve essere quello di avere più punti distribuiti nella rete da cui sia possibile visualizzarlo. Queste le best practices:

  • pubblicare il video su Facebook è senza dubbio una buona strategia per la sua diffusione.
  • chiedere ai gestori di blog a tema se sono disposti a pubblicare un post per presentarlo. Questa opzione può essere valutata anche a pagamento.
  • aprire un thread su forum tematici che offrano la possibilità di inserire nel testo l’incorporazione dei video.
  • sfruttare la possibilità che offrono alcuni utenti di Myspace di inserire video di Youtube nei box dei commenti
  • inviarlo tramite email a liste di distribuzione.

Una volta pubblicato il video con i dovuti accorgimenti passiamo alla fase B: creiamo interesse.
Dobbiamo rendere appetibile la zona dei commenti, per fare questo possiamo tranquillamente “aiutarli” a crescere lanciando qualche provocazione e alimentandoli attraverso la nostra rete di amicizie. Chiediamo a tutti i nostri amici di esprimere la loro opinione sul video, perlomeno nella fase di “innesco” della conversazione.
Per creare interesse anche la strategia dei video correlati porta dei buoni risultati.
Youtube posiziona accanto ad ogni video in riproduzione una decina di video che ritiene “correlati”, ovvero di argomenti affini. Utenti a caccia di un determinato argomento sono molto motivati a cliccare sui video correlati: essere tra i video correlati è un buon modo per aumentare le visualizzazioni.

Per indicare a Youtube quali sono i video accanto ai quali vogliamo apparire ci sono diverse strategie: l’uso dei tag è un buon mezzo, tuttavia il fattore determinante è lo ’stile’ dell’account con cui è stato pubblicato il video. Per determinare lo “stile” di un account Youtube monitora l’attività che svolge: votazioni di video preferiti, creazione di playlist, scrittura di commenti, amici… Per questo motivo sarà molto utile che l’account con cui pubblichiamo il video abbia un’intensa attività di ricerca attorno a video dello stessa tipologia, oltre ad avere varie playlists sui generis, a taggare tra i “preferiti” video simili etc.
In conclusione, come per la maggior parte delle attività orientate al Social Marketing, e in generale al Web Merketing, anche la riuscita della viralizzazione di un video dipende da quanto saremo in grado di mimare la costruzione di reti sociali che normalmente avviene in molto tempo di attività.
Non basta fare bei video, è necessaria molta inventiva, un pò di fortuna e tanto, tanto lavoro.
Simona Adriani @weesh.it

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  • Filed under: posizionamento
  • logo1Weesh Growing Ideas è partner tecnologico del neonato Polo Fieristico di Lecce, un centro moderno e all’avanguardia sorto per ospitare eventi e manifestazioni di ogni genere nel capoluogo pugliese.
    Nato grazie alle possibilità fornite dal Project Financing (strumento di intesa tra comuni e privati per la ristrutturazione e la gestione di aree pubbliche in disuso) il nuovo Polo Fieristico di Lecce vuole essere un punto di riferimento strategico per la città.

    Il centro intende essere un valido punto di aggregazione per la cittadinanza, un moderno esempio di riqualificazione urbana, e una fonte sicura di crescita economica e di incremento del turismo anche nei mesi abitualmente in calo per questo settore.
    Sono già stati stilati numerosi accordi con varie associazioni ed enti che sono interessati ad usare la struttura per fiere e congressi, e lo stesso comune di Lecce avrà l’opportunità di gestire gli spazi per 12 giornate all’anno, a titolo completamente gratuito, per poter così proporre eventi di carattere culturale e di interesse pubblico.

    L’inaugurazione dell’impianto è avvenuta nel week end dal 13 al 16 di maggio con l’evento “Externa - primo salone dell’arredamento degli spazi esterni“.
    Nell’ambito della partnershiop tecnologica costituita con il Polo, Weesh ne ha realizzato il portale ed il sito dell’evento inaugurale, visibili agli indirizzi: www.leccefiere.it ed externa.leccefiere.it.

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  • Filed under: Eventi
  • Così, senza mezzi termini, senza giri di parole. L’ennesima testimonianza dei trend positivi di crescita degli investimenti in web marketing

    marketingLa diffusione sempre più capillare di internet nella nostra società sta mutando lo scenario degli investimenti pubblicitari, così come era stato previsto da diversi anni da tutti gli analisti e gli osservatori del mercato della comunicazione.
    Questo avviene perchè le persone stanno costantemente incrementando il tempo passato davanti al computer a navigare in internet e diminuendo quello passato leggendo riviste e giornali o guardando la televisione.
    Di conseguenza le vendite di copie stampate diminuiscono, l’audience dei programmi vacilla, e il ritorno degli investimenti pubblicitari tradizionali si corrode, mentre il ritorno degli investimenti in web marketing e social marketing, anche a causa del costo più contenuto di queste tipologie di campagne, aumenta.
    Non è quindi solo una questione di qualità, come abbiamo spesso sottolineato in questo blog, ossia della trasformazione del “target” nel “network”, ma è anche, e soprattutto, una questione di numeri, tanto cari, giustamente, a chi investe in pubblicità.
    Dall’intervista di Antonio Savarese begin_of_the_skype_highlighting     end_of_the_skype_highlighting a Layla Pavone, managing director di Isobar, emerge proprio questa realtà dei fatti: le aziende che hanno saputo cavalcare l’ascesa dei Social Media su internet si trovano oggi con un know how e un’esperienza in più che li pone in vantaggio rispetto ai loro concorrenti meno “audaci”.
    L’audacia in questo campo è fondamentale, sottolinea l’intervistata, solo chi osa attraversare i nuovi confini che la tecnologia puntualmente disegna, anche a costo di perdere qualche partita, può alla fine godere dei frutti che l’innovazione offre. Ma putroppo l’Italia non è il paese dell’innovazione, ed è interessante notare come l’autore dell’intervista sottolinei che “i social media stanno informatizzando il paese“. Come dire che ci voleva Facebook, la trasposizione in rete del ritrovo di quartiere, per far sì che gli italiani si rendessero conto che esisteva qualcosa di allettante nello spazio digitale.
    Cosa ci vorrà invece perchè gli addetti al marketing e alla pubblicità delle PMI si decidano una volta per tutte a rinnovare i vecchi modelli di investimento pubblicitario (cartellonistica, pagine, spot) per aprire gli occhi su una realtà le cui potenzialità sono ancora tutte da sfruttare?
    Lo abbiamo detto tante volte: chi prima arriva meglio alloggia.
    Avanti allora, per ora, ancora c’è posto per tutti…
    FONTE: datamanager.it
    Simona Adriani @weesh.it

    E’ ancora possibile ignorare l’impatto dei social media sull’opinione pubblicare e sulla reputazione personale?

    venezuelaApprendiamo da un quotidiano on-line che il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha assunto 200 persone per twittare al suo posto, poichè in meno di un mese il suo account twitter ha ricevuto più di 54.000 messaggi da oltre 237.000 followers, e lui, da solo, non ce la faceva a rispondere a tutte le domande e obiezioni. [fonte: style.it]
    E in Italia?
    Incredibile a dirsi ma ancora in Italia la politica non si è affezionata alla rete dei social media e gli unici nomi noti attivi su Twitter sono quelli di Di Pietro, Casini, Pannella, Storace, Brunetta. [fonte: lademocrazia.it]
    Attraverso i Social Media è possibile creare e gestire un movimento d’opinione con molti meno mezzi di quelli che erano necessari nell’epoca della carta stampata, basta conoscerne le regole ed avere le giuste motivazioni.
    Forse da noi sarà ancora presto parlarne visto lo scarso utilizzo di twitter in Italia e la scarsa simpatia per twitter degli italiani. Sarà che siamo dei chiacchieroni ancora non standardizzati ai ritmi troppo frenetici del modello americano, per noi 140 caratteri sono veramente troppo troppo pochi...
    Ma non è più possibile ignorare che quella sarà l’evoluzione naturale della comunicazione politica, sociale e commerciale del prossimo futuro.
    Quindi, twitters di tutto il mondo unitevi! Il prossimo posto di lavoro potrebbe arrivare proprio tra un cinguettìo e l’altro…

     

    Simona Adriani@weesh.it

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