il Blog
8 gen
Roma, gennaio 2010.
Mancano due anni alla fine del mondo.
E noi cosa facciamo?
Continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto: guardare al futuro con gli occhi incantati di un bambino, vedendo prospettive dove gli altri vedono incertezze, avendo la passione per l’innovazione e il pallino per la solidità del Know-How.
Far nascere Weesh è stata una dichiarazione di intenti: vogliamo sottolineare la nostra vocazione per il web, ma per il web fatto in un certo modo.
Il web a prima vista può essere scambiato per un semplice agglomerato di pagine; basta esserci.
Ma non è così, sul web BISOGNA esserci, ma dopo l’esserci, c’è bisogno di esserci bene.
Per esserci bene noi intendiamo:
La bellezza e lo stile di un sito sono importanti, perché per quanto si voglia, l’abito fa un po’ il monaco (web/graphic design). Ma dopo l’impatto a prima vista, per confermare l’impressione positiva, è necessario avere buoni argomenti, presentarsi come esperti del settore, dare peso a tutta la propria esperienza e sottolineare il proprio sapere nel campo (copy writing). Ma tutto questo ancora non basta se pochi hanno l’opportunità di ascoltarci: a cosa serve vestirsi bene ed avere una cultura se poi rimaniamo chiusi nella nostra stanza? Dobbiamo scendere in piazza: ecco il web marketing ed il posizionamento sui motori di ricerca.
Rimanendo nella metafora, una volta scesi in piazza dobbiamo stringere amicizie, farci conoscere e farci rispettare (i social network) e più lingue parleremo più saranno i pubblici che riusciremo a raggiungere (mobile).
E’ questo il nostro obiettivo: non fare web, ma fare web2.
Noi ci siamo, con il nostro debutto in società abbiamo voluto invitarvi ad unirvi al ballo dandovi un esempio in prima persona di cosa si può fare, ed ora invitiamo anche voi ad esserci.
E nel frattempo attendiamo insieme il 2012, perché se non dovesse accadere niente, staremo un pezzo avanti!
FONTE: weesh.it
4 gen
Il paragone tra il buddismo e il Social Media Marketing non è malvagio, sia per la popolarità, sia per l’incremento che i due fenomeni stanno avendo in maniera esponenziale.
Gli esperti dicono che con l’avvento dei Social Media Marketing è finita l’era della pubblicità, e soprattutto della pubblicità ingannevole. Ma cosa è e come funziona il Social Marketing?
Il ruolo dei social media è quello di farti diventare “autorevole” in una certa materia, in modo che i clienti si fidino di te e dei tuoi prodotti.
E’ un po’ come se il Social Media Marketing ingigantisse a dismisura il passaparola, allo stesso tempo targetizzando in maniera naturale il pubblico: ad esempio, se io accetto di fare parte di un gruppo di Facebook cui sono stato invitato da un amico, ne divento parte perché mi interessa e perché do fiducia al mio amico, che conosco e che condivide con me quel tipo di passione.
I costi sono decisamente più bassi rispetto a campagne stampa tradizionali, perché per l’azienda è sufficente creare gruppi interessanti, condividere informazioni interessanti poi il passaparola avviene tra pari in maniera “virale“, non c’è bisogno di altri interventi.
I dati delle ricerche americane sono entusiasmanti, ROI (Ritorno dell’investimento) altissimi, incrementi di vendite e di fatturati, costi bassi.
Ma da noi come sta andando la faccenda?
Gli unici social media dove effettivamente c’è movimento attualmente in Italia sono Facebook e YouTube (che non è un vero e proprio social media): Twitter, LinkedIn, e tutti gli altri mostri sacri che in America fanno guadagnare miliardi da noi sono appena decollati.
Però, proprio come per la pratica del buddismo, la presenza su Social Media da parte di aziende è in costante aumento e, nella misura in cui fino a qualche anno fa si conosceva poco a proposito del Dalai Lama, mentre oggi i tour di monaci buddisti riempiono i centri culturali, c’è da aspettarsi che in 2/3 anni anche da noi i Social Media diventeranno la piazza che farà la differenza.
A buon intenditor, poche parole.
FONTE: www.weesh.it